L’intelligenza artificiale e la sostenibilità sono stati i temi principali della nona edizione di Fare impresa in Italia, il prestigioso convegno annuale organizzato dall’Università LUMSA, in collaborazione con LUMSA ALUMNI Network (LAN). Quest’anno, il dibattito si è concentrato sull’impatto che l’IA può avere nelle imprese, in particolare quelle più piccole, e sulla sua capacità di creare soluzioni sostenibili per il futuro.
L’Intelligenza Artificiale: tra Usa, Cina e Europa
Il workshop inaugurale ha visto un interessante confronto tra gli studenti e Pasquale Viscanti, co-founder di IA Spiegata Semplice, che ha spiegato come l’intelligenza artificiale stia ormai permeando le nostre vite quotidiane, da Google a Meta, fino ad arrivare a OpenAI con ChatGPT. “Fino a poco tempo fa, negli Stati Uniti si lavorava intensamente sull’IA, ora anche la Cina ha preso piede creando vere e proprie rivali tecnologiche, come DeepSeek,” ha affermato Viscanti. In Europa, invece, la Commissione Europea sta cercando di spingere per creare un ecosistema alternativo a questa sfida tra superpotenze tecnologiche, con l’obiettivo di supportare le piccole imprese e le PMI. “In Italia esiste già un ecosistema florido, con centinaia di piccole aziende che stanno sviluppando soluzioni pratiche e utili, destinate a migliorare l’efficienza e la sostenibilità del nostro tessuto economico.”
Startup e Intelligenza Artificiale: un connubio per il supporto al lavoro
Il successivo panel ha visto Chiara Cavallo, co-founder di Alfred, dialogare con altri esperti sul ruolo dell’IA nel supporto e nell’ottimizzazione dei processi lavorativi. Cavallo ha raccontato come Alfred sia riuscita a sviluppare una tecnologia innovativa per gestire e ottimizzare le scadenze dei prodotti alimentari nei supermercati. “Il nostro sistema non solo segnala i prodotti in scadenza, ma permette di recuperarli, riducendo gli sprechi. Questo processo ha un impatto positivo sotto tre aspetti: economico, ambientale e umano.” Un’innovazione che va oltre la sostituzione delle persone con la tecnologia, proponendo un approccio più umano: la tecnologia al servizio dell’uomo.
L’intelligenza artificiale come leva di sostenibilità
La presidente della Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale, Tiziana Catarci, ha partecipato alla tavola rotonda dedicata al tema Intelligenza Artificiale e Sostenibilità. Catarci ha sottolineato che l’IA, se ben indirizzata, ha il potenziale di affrontare grandi sfide globali, inclusi i problemi ambientali e sociali. Tuttavia, ha messo in evidenza una realtà preoccupante: le disuguaglianze stanno crescendo invece di diminuire. “La tecnologia, invece di diventare un motore di progresso per tutti, rischia di alimentare un neocolonialismo digitale, dove i paesi meno sviluppati diventano semplici produttori di materie prime e manodopera a basso costo.”
L’approfondimento ha evidenziato anche un altro aspetto fondamentale: il digital divide e le discriminazioni che derivano da una distribuzione non equa delle risorse digitali, creando preconcetti e bias nei dati utilizzati dagli algoritmi. L’intelligenza artificiale potrebbe essere una forza per il cambiamento, ma solo se usata in modo etico e responsabile.
Fare Impresa in Italia: un percorso di crescita continua
Filippo Giordano, professore ordinario di Economia aziendale all’Università LUMSA e ideatore di Fare impresa in Italia, ha concluso l’evento ribadendo l’importanza di raccontare l’imprenditorialità come una vera e propria visione di vita. “Ogni storia che abbiamo raccontato in questi anni, dalle grandi aziende alle startup, è un esempio di resilienza, di tenacia e di un obiettivo comune: il desiderio di innovare e migliorare.”
L’edizione di quest’anno ha dimostrato come l’innovazione tecnologica, in particolare l’intelligenza artificiale, possa essere un motore di sostenibilità e cambiamento, ma solo se usata nel rispetto dei valori umani e sociali. Gli studenti e gli imprenditori presenti all’evento hanno avuto l’opportunità di riflettere su come la tecnologia possa diventare uno strumento di crescita responsabile, non solo per le grandi aziende, ma anche per le PMI, quelle stesse realtà che possono trarre vantaggio dalle soluzioni innovative per affrontare le sfide del futuro.
In conclusione, Fare impresa in Italia non è solo un incontro tra professionisti, ma una vera e propria occasione di riflessione sul futuro dell’imprenditoria, un appuntamento che si rinnova ogni anno con l’obiettivo di formare le generazioni di imprenditori di domani, sempre più sensibili alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.