Notizie

Se fanno questo con i tuoi profili social puoi denunciare: è un reato grave

Published by
Valentina Giungati

I problemi con i social possono essere molto gravi e non bisogna sottovalutarli ma denunciare, perché si tratta di reati veri e propri.

Si tende a minimizzare le questioni relative al web e ai profili online pensando che, dopotutto, si tratti unicamente di questioni legate all’intrattenimento, ma non è così. Quindi è fondamentale capire bene, laddove dovesse accadere di verificare che vi sono problemi relativi al proprio profilo social, che ci sono gli estremi per procedere per vie legali.

Profili social, quando si parla di reato (4minuti.it)

Sono considerati veri e propri reati, c’è una legge a riguardo e una pena apposita e talvolta si possono sovrapporre più reati, quindi bisogna sempre procedere nei luoghi opportuni e con le modalità preposte dalla legge.

Profili social, quando bisogna denunciare: è reato

Capita che qualcuno abbia accesso al profilo di un’altra persona in maniera abusiva. Questo può accadere anche con la volontà di arrecare un danno a quell’utente. Il problema è che ormai i social sono un vero e proprio mondo individuale, quindi ci sono messaggi, cronologia, fotografie, un po’ di tutto della sfera personale.

La legge punisce l’accesso abusivo ai profili social di un’altra persona (4minuti.it)

Questa pratica è ben più diffusa di quello che si possa immaginare e, anche se per molti non ha particolare considerazione, in realtà si tratta di una violazione della privacy molto grave, con ripercussioni che potrebbero riguardare altri aspetti e dunque essere perseguibili.

Il reato di accesso abusivo ai profili online viene punito con la reclusione fino a tre anni, ma ovviamente la valutazione varia da caso a caso. Quando si parla di “social” più in generale, si fa riferimento a tutti gli account personali, quindi non solo Facebook o Instagram, ma anche Whatsapp. Ed è una questione valida in ogni situazione in cui non c’è autorizzazione.

Il codice penale, all’articolo 615 ter stabilisce questo reato e ne disciplina i dettagli. Il problema sorge perché si va a minare la riservatezza online della persona, questo vuol dire che ci sono due condizioni specifiche: l’accesso abusivo a un sistema informatico e l’accesso di un soggetto non autorizzato al profilo social di un altro utente.

La pena può arrivare fino a 5 anni quando si verificano anche altre condizioni. Ad esempio se è commesso da un ufficiale di pubblico servizio (che quindi fa anche abuso di potere), se il colpevole commette anche violenza su cose e persone, se dal fatto deriva un atteggiamento distruttivo verso i dati della persona. Di conseguenza, vengono considerate tutte quelle che sono le aggravanti che possono subentrare.

Valentina Giungati

Recent Posts

Roma, evento su benessere e longevità con il libro “Le 3 Chiavi della Longevità” e il nuovo percorso formativo universitario

Il 14 aprile 2025, alle ore 12:00, presso la Sala Mons. Di Liegro di Palazzo…

7 ore ago

Capelli primavera 2025: le tecniche migliori per illuminare la chioma secondo Americo Leonardi

Il fascino delle schiariture leggere per una chioma luminosa e dinamica Nel mondo della cura…

8 ore ago

Libanori: “Con l’approvazione del Bilancio 2024, l’ASP San Michele si prepara a nuove sfide e investimenti strategici”

Il bilancio 2024 dell'ASP San Michele si chiude con un utile di oltre 2 milioni…

2 giorni ago

Nessuno ti ha mai parlato di “terapia del dolore”: cos’è il dolore cronico?

Mal di schiena che ritorna ciclicamente, fastidi al collo che non passano, articolazioni che sembrano…

6 giorni ago

Scoprire Gaeta: la meta ideale per gli amanti della natura e della tranquillità

Gaeta, situata nel cuore della riviera laziale, è una città che offre molto più di…

7 giorni ago

Laboratori di cucina intergenerazionali all’Istituto Romano San Michele: un progetto che celebra la tradizione e costruisce il futuro

I laboratori di cucina all'Istituto Romano San Michele uniscono anziani e giovani, creando momenti di…

1 settimana ago